Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Continuando la navigazione acconsenti all'utilizzo dei cookie. OK

Consorzio
Carciofo Bianco di Pertosa

Auletta Caggiano Pertosa Salvitelle

Il Carciofo Bianco di Pertosa

Il Carciofo Bianco è una specie che cresce in un’area ristretta della provincia di Salerno, per la precisione nei comuni di Pertosa, Auletta, Caggiano e Salvitelle. Specie priva di spine, con grandi infiorescenze di forma sferoidale e di un colore molto chiaro tendente all’argento. Negli anni ’80 questa specie era quasi a rischio di estinzione, grazie ad un gruppo di agricoltori la coltivazione è stata ripresa e dai circa un ettaro di quegli anni oggi si è raggiunta una superficie stimabile in circa 15 ettari.

La produzione generalmente inizia verso la seconda decade di Aprile e continua fino alla fine di Maggio, dipende dall’andamento stagionale,i capolini principali vengono consumati freschi e cucinati in svariati modi,mentre i capolini secondari vengono utilizzati per essere conservati sott’olio extravergine di oliva, oppure trasformati in crema e conservati sempre in olio extravergine di oliva.

Il Carciofo Storia e Cultura

Ortaggio tipico delle aree del Mediterraneo, come attestano gli scritti di alcuni autori antichi, continuò a essere apprezzato all'epoca dei Romani. Notizie più certe sulla sua coltivazione in Italia risalgono al XV secolo, quando dalla zona di Napoli, dove era stata introdotto da Filippo Strozzi, la coltura del carciofo si diffuse prima in Toscana, Caterina dei Medici ne fu una grande consumatrice, e successivamente in molte altre regioni. Questo ortaggio, oltre a essere gradito alla maggioranza dei palati, è sempre stato considerato un rimedio per i più svariati problemi dell'organismo. Il carciofo è molto ricco di ferro, risulta di buon valore nutritivo e di basso apporto calorico. Per la cultura popolare possiede virtù terapeutiche e salutari grazie alla ricchezza della sua composizione: sodio, potassio, calcio, fosforo, ferro, vitamine (A, B1, B2, C, PP), acido malico, acido citrico, tannini e zuccheri consentiti anche ai diabetici; il carciofo è quindi per la tradizione: tonico, stimolatore del fegato, sedativo della tosse, contribuisce a purificare il sangue, fortifica il cuore, dissolve i calcoli e disintossica.

Clima

Vegeta in un clima mite e asciutto anche se si adatta a climi relativamente freddi. Teme gli sbalzi di temperatura e le brinate.

Terreno

Gradisce terreni di medio impasto, ricchi e profondi con poco scheletro, ma si adatta anche a terreni argillosi o calcarei, torbosi e acidi o addirittura salmastri.

Riproduzione del carciofo

Gli ovuli vengono staccati dalla pianta madre in estate. Si fanno germogliare tenendoli ammassati e inumiditi per un paio di giorni e poi si piantano nell'orto in solchi o buche profonde una ventina di centimetri ad una distanza tra le piante di un metro - un metro e venti minimo negli impianti stabili, mentre negli annuali si possono disporre i carciofi più vicini. Per ottenere una produzione primaverile, i carducci si staccano dalla pianta madre nel mese di ottobre. Si piantano a dimora in una buca profonda, usando le stesse accortezze già dette in precedenza, e con i primi freddi si rincalzano. A primavera si zappano e si concimano al piede e già dal primo anno si potrà avere una produzione soddisfacente.

Quando si raccoglie

Le foglie si raccolgono in aprile - maggio, prima della fioritura, recidendole alla base. Il rizoma, con le relative radici carnose, si raccoglie in luglio - agosto; si scava con la vanga e si lava per togliere la terra. Le radici e il rizoma si tagliano a fette dello spessore di un centimetro.

La raccolta

Si effettua recidendo con un taglio netto i capolini fiorali ancora in bocciolo, con le brattee ben serrate. I carciofi si asportano insieme ad una ventina di centimetri di gambo fogliato che, priva dei filamenti esterni, è considerata commestibile.

Proprietà

Diuretiche, depurative, ipocolesterolemizzanti, coleretiche, protettrici del fegato, digestive, amaricanti.

Principi attivi

Cinarina, glucosidi, tannini, inulina.

Il Carciofo

(Cynara scolymus)


E' una pianta erbacea perenne, alta fino a 1,5 metri, provvista di un rizoma sotterraneo dalle cui gemme si sviluppano più fusti, che all'epoca della fioritura si sviluppano in altezza con una ramificazione dicotomica. Il fusto è robusto cilindrico e carnoso ed è striato longitudinalmente. Le foglie presentano uno spiccato polimorfismo anche nell'ambito della stessa pianta.
I fiori sono riuniti a capolino (detto anche Calatide) di forma sferoidale, conica o cilindrica e di 5-15cm di diametro con un ricettacolo carnoso e concavo nella parte superiore. Nel capolino immaturo l'infioriscenza vera e propria è protetta da una serie di brattee o ipsofillo strettamente embricate, mucronate o spinose all'apice. In piena fioritura le brattee divergono e lasciano emergere i fiori; la parte edule del Carciofo è rappresentata dalla base delle brattee e dal ricettacolo comunemente chiamato cuore.
Esistono diversi varietà di Carciofo:
• Spinoso Sardo.
• Verde di Palermo.
• La mammola verde (Senza spine)
• Precoce di Chioggia.
• Catanese
• Violetto i Niscemi
• Romanesco
• Violetto di Toscana
• Bianco di Pertosa